"[…] perché dovunque sedessi o sul ponte di una nave oppure a un caffè all’aperto di Parigi o Bangkok, sarei sempre rimasta là seduta sotto la medesima campana di vetro soffocando nella mia stessa aria viziata. […] Mi abbandonai all’indietro sul grigio sedile di velluto e chiusi gli occhi. L’aria nella campana di vetro mi stava attorno come ovatta e mi impediva di muovermi."
Sylvia Plath, La campana di vetro (via luomocheleggevalibri)

(Fonte: inthemoodtodissolveinthesky, via luomocheleggevalibri)

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